IN LIMINE
il tuo volto cupo
sbianca e dalla soglia
vanisce, si fa cero
via via lontanante
corro immerso
nel sogno fino alla
cintola, fino a che
non sguazzano più
nemmeno le palpebre
noi tutti abitiamo
questa tragica linea,
graffio divino, unghia
di belva, tutti noi
non scavalcarti:
l’aldilà t’impregna
le suole
commenti
In limine
M'era sfuggita: mi ricorda Montale e gli esistenzialisti per l'ansia frustrata dell'altrove e le suole impregnate di un aldilà che è qui e ora, nella domanda.. Molto bella e di spessore, anche stilistico, notevole.Adele
Adele ti ringrazio
Adele ti ringrazio molto.
Conosco Montale ma non mi ci rifaccio. Se tuttavia lo ricordo...ben venga!
Molto bella, sei partito da
Molto bella, sei partito da un'immagine reale per trascinarci nel sogno che ti incolla le palpebre. QUesta linea d'ombra, di confine, di partenza (anche di arrivo?), limes, trampolino e così via è davvero affollata.
Francesco
Enrico, non posso astenermi
Enrico, non posso astenermi dal commentare una poesia che trova il suo titolo in un ablativo.
Questo essere sospesi tra ciò che è e ciò che potrà essere, tra la realtà e il sogno. Una linea d'attesa tracciata con dramma, con efferatezza sulla nostra carne; da vivere senza premura, cogliendo ogni passo impregnato di eternità.
Molto bella e musicale, con un "lontanante" meraviglioso.
fausto
Grazie ragazzi.Per il
Grazie ragazzi.
Per il lontanante mi sono permesso un prestito...leopardiano. Spero il recanatese non s'offenda!
Di certo non si sarà
Di certo non si sarà offeso.
f