Proprio la settimana scorsa un caro amico mi ha detto: “Però voi trans una piccola fortuna ce l’avete: il Vaticano, non considerandovi minimamente, non vi rompe le scatole. Lo fa con i gay, con le lesbiche, con quelli stufi di soffrire che chiedono la morte, ecc. Ma a voi…” A noi trans la bordata di disprezzo e considerazione al contrario è arrivata oggi: oggi il pontefice ci ha detto chiaro e tondo che chi determina il sesso è solo Dio, e che nessun essere umano è autorizzato a cambiare il proprio, andando contro le leggi divine. Le parole, di solito, hanno un peso relativo; ma quando vengono pronunciate dal capo della chiesa, fanno sempre sobbalzare sulla seggiola; spesso i benpensanti le prendono per oro colato e divengono una piccola grande verità destinata a radicarsi nella coscienza obnubilata della massa. Da domani (già sono preparata) il fruttivendolo, la lavandaia, i vicini di casa mi saluteranno come sempre, sicuro, ma nel loro sguardo baluginerà anche qualcos’altro, le tracce d’un pensiero ereditato da questo 22 dicembre: “Però non ci ha mica torto il papa, non è giusto che la Barbara si è scelta il sesso da sé, è solo Dio che decide: ‘A te la passerina, a lui il pimpinello’”. E così, decenni di studi psicologici e di aiuti medici potrebbero rischiare di essere vanificati dalle parole d’un personaggio che ha l’abitudine di ficcare sempre il naso in affari che proprio non lo riguardano. E qui cade proprio a fagiolo una frase d’un mio scritto abbastanza recente: “Chi manovra i fili dei burattini che popolano la massa, ha capito che coloro ai quali si rivolge non hanno più difese, cioè capacità di giudizio e discernimento, perciò seguita a colpirne le menti con devastanti precetti che essi seguono passivamente. E’ da qui che hanno origine la violenza, il razzismo, l’esclusione.” Ma sarebbe anche giusto chiedersi: perché questi devastanti precetti? A quale scopo qualcuno tutti i santi giorni se ne esce con certe parole? Forse per salvaguardare la pacificazione forzata e vuota di coloro che lo sostengono senza sapere quel che fanno? Sì, può darsi. Ma sento che c’è dell’altro, qualcosa di demoniaco. Come per esempio la volontà di speculare sul dolore altrui, la volontà di accentuare e perpetuare la sofferenza di chi già sta patendo le pene dell’inferno in questo mondo. La vita delle persone transgender non è tra le più facili, tutt’altro; allora mi chiedo: per quale sorta di perfido disegno bisogna andare a peggiorare ancora di più le condizioni di vita delle persone come noi? Questo è il regno del demonio: ecco la risposta. Il mio Victor Hugo, riferendosi a un rospo torturato da una banda di monelli perché da questi considerato troppo brutto, ebbe a scrivere: “Quale oscuro atto! Aggiungere l’orrore alla difformità!” E’ un termine ambiguo quel “difformità”, sia per il rospo che per l’argomento di cui sto trattando; ma sta comunque a significare una presunta condizione di svantaggio rispetto agli altri esseri coi quali ci si deve confrontare e dai quali si viene giudicati. Ma tale condizione di svantaggio, in una società normale, civile e veramente democratica, dovrebbe generare un sentimento di comprensione, di bontà, non già di disprezzo. Quel disprezzo al quale ormai ci hanno tristemente abituati moltissimi di coloro che parlano d’amore verso il prossimo, mentre magari, a pochi passi dalla croce, un loro collega sta insegnando a un bimbo come slacciarsi i calzoncini…
abbia un suo pensiero personale sulla cosa? Duecento milioni di menti ne fanno una sola quando si parla di religione o ideologia. E pensa neanche duecentomilioni riescono a farne almeno una buona.
CRUDELITAS ET ODIUM IN ALIQUEM CONCIPERE
Apprezzo molto i tuoi messaggi,
stimolanti, profondi
e profondamente sentiti.
cdv
Perché credi che il papa
abbia un suo pensiero personale sulla cosa? Duecento milioni di menti ne fanno una sola quando si parla di religione o ideologia. E pensa neanche duecentomilioni riescono a farne almeno una buona.