DUE PAROLE SUL SEGRETARIO FIORENTINO
“Io spero, e lo sperar cresce il tormento,
io piango, e 'l pianger ciba il lasso core;
io rido, e il rider mio non passa drento;
io ardo, e l'arsion non par di fuore;
io temo ciò ch'io veggo e ciò ch'io sento,
ogni cosa mi dà nuovo dolore;
così sperando piango, rido e ardo,
e paura ho di ciò che io odo o guardo.”
Questo il meraviglioso strambotto di Niccolò Machiavelli (1469-1527) da me scoperto pochi giorni fa, un breve componimento poetico che mi ha profondamente colpita. E’ incredibile come certi grandi uomini riescano a sintetizzare ciò che tutti noi proviamo nel corso delle nostre vite. Io conoscevo il “segretario fiorentino” per i suoi scritti più celebri, vale a dire Il Principe, I discorsi sopra la prima deca di Tito Livio,
Negli anni precedenti si era ritirato nel suo “albergaccio” a Sant’Andrea in Percussina, dove, oltre alle sue straordinarie opere, scrisse pure una delle più celebri lettere della nostra letteratura, indirizzata all’amico Vettori. Eccone un estratto: “…Venuta la sera, mi ritorno in casa ed entro nel mio scrittoio; e in su l'uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango e di loto, e mi metto panni reali e curiali; e rivestito condecentemente, entro nelle antique corti delli antiqui uomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo che solum è mio e che io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro e domandargli della ragione delle loro azioni; e quelli per loro umanità mi rispondono; e non sento per quattro ore di tempo alcuna noia; sdimentico ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte; tutto mi trasferisco in loro. E perché Dante dice che non fa scienza sanza lo ritenere lo avere inteso, io ho notato quello di che per la loro conversazione ho fatto capitale, e composto uno opuscolo de Principatibus...”
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Barbara
Grazie pe aver voluto condividere con noi questo splendido testo poetico. Anch'io provo simpatia per il Segretario Fiorentino.
Mi associo ad Adele, e
Mi associo ad Adele, e condivido la sorpresa.
Sei brillante, e sensibile. Grazie per questo ulteriore intervento - ho letto anche gli altri recenti messaggi - da parte della rara intelligenza umana.
fausto
E' sempre
Care Adele e Fausto (non è un errore quel "care", sono stufa delle desinenze sempre al maschile anche se mi rivolgo a un gruppo formato da 1 maschietto e 300 donne), io vi ringrazio per i vostri complimenti, ma la maggior parte del merito va ovviamente al grand'uomo al quale ho dedicato questo post. Pensate che sulla sua tomba nella basilica di Santa Croce c'è scritto: "Tanto nomini nullum par elogium", che più o meno vorrebbe dire "mai nessun elogio sarà sufficiente per un così grande nome". (Oggi ho visto per la prima volta il libro che contiene il mio racconto: nel complesso mi sembra proprio un bel lavoro editoriale). Un abbraccio forte a voi e a tutti quelli che mi leggono con piacere; agli altri no.
Care - di Barbara X
La tua idea non è affatto male. Personalmente mi sento lusingato.
Qualche giorno fa, scrivevo ad una cara amica: l'uomo è grande se a farlo grande sia una grande donna.
La lista delle donne che ho ammirato e che ammiro sarebbe troppo lunga da riportare qui sotto.
E nella lista c'è il tuo nome.
Ti abbraccio
fausto - otsuaf
barbara
Facci sapere del libro e del racconto, dev'essermi sfuggito qualcosa. Sono felice per te, comunque.
QUI TUTTO VA A PUTTANE
Cara Adele, il titolo di questo commento è il titolo del libro, come è il titolo di un recente post del mio blog in cui ne descrivo i contenuti. Si tratta di un progetto benefico i cui proventi andranno interamente a Fiori di Strada, l'associazione bolognese che dà supporto alle donne che si prostituiscono e che sono schiave dello sfruttamento. Se tu o altri lo volete, potete ordinarlo direttamente in libreria (di' che l'editore evade ordini anche per una sola copia). Ecco le coordinate: Aa.Vv., Qui tutto va a puttane, Gingko Edizioni. Ti ringrazio per l'interessamento, anche a nome di tutti quelli che hanno partecipato a questa iniziativa.