SS pais t ori

Il caro amico “paisà” era molto curioso, faceva troppe domande...

Questo continuava ad offrire cicchetti per farmi sciogliere... ora, io ero sempre stato innegabilmente un coglione, ok, ma un po' di naso ce l'avevo anch'io... questo stronzo non me la contava giusta!

Questo aveva dei secondi fini, sessuali o di altro genere, comunque voleva qualcosa da me...

“Alt! Bello mio, chi cazzo sei veramente? perchè mi vuoi fare ubriacare? Se mi devi servire un bel piatto di merda, sappi che prima mi devi portare almeno il menù... la merda da mangiare me la scelgo io!”

“Ok paisà, ok... non ti voglio prendere per il culo, devo avere delle informazioni...”

“Alt! Per chi cazzo lavori tu? No perchè qui la situazione sta diventando ridicola, mi sembra di giocare a “indovina chi sono!”... Esiste qualcuno in questo albergo che sia veramente quello che dice di essere?! Va be', scusa, la mia è una domanda del cazzo... non esiste nessuno al mondo che è realmente quello che dice di essere... volevo dire... va be', ci siamo capiti!”

“Ok amico, non c'è problema, io non sono un tuo connazionale... io sono di Tel Aviv”

“Ho sentito dire che Tel Aviv è pieno di bei locali, c'è un bel giro da quelle parti, autobombe a parte... Che cazzo ci fai qui, e come ti posso aiutare io?”

“Lavoro per il Mossad, tu sei stato contattato da un agente della S.I., ti ho visto prima, quindi anche tu sei immischiato nell'operazione Müller, la S.I. controlla questo posto, inutile che neghi, tanto lo sappiamo... sappiamo che c'è un lavoro in corso da queste parti, mi hanno fatto assumere tre mesi fa proprio per questo, non ti preoccupare; noi non lavoriamo contro la S.I., io devo solo avere delle informazioni riguardo al soggetto che sarà ospite di questo albergo tra pochi giorni... tu hai la camera confinante la sua, la S.I. ti ha agganciato prima di noi... semplicemente le informazioni che raccoglierai potrebbero essere utili anche a noi, sappiamo che tu non sei un agente, quindi non hai vincoli di lealtà verso nessuno... questo gli agenti della S.I. forse non l'hanno calcolato... hai semplicemente avuto dei problemi con il fisco del tuo paese e ti sei trovato casualmente qui, in effetti l'agente argentino ha scelto molto bene, sei totalmente insospettabile... ma possiedi anche un forte spirito avventuriero... sei un ottimo elemento per questo tipo di lavori!”

“Alt! Ok tutto perfetto, se fossimo a scuola ti darei un bel 10, ma questo posto non mi sembra un aula scolastica, e anche se ci sono un sacco di scrivanie, sappi che c'è una sottile differenza tra una scrivania ed una cattedra, differenza che al momento non saprei spiegarti... abbi pazienza, saranno i cinque rum che mi sono asciugato.

É vero, io non ho fatto alcun giuramento di fedeltà verso nessuno, è assolutamente esatto, ma magari potrei avere anche un mio straccio di etica! Insomma la parola di un uomo deve pur valere qualcosa? Sopratutto con un pezzo di topa come quella, bello, l'hai vista anche tu!

A parte che inizia a preoccuparmi il fatto che tutti mi continuino a ripetere che l'essere un evasore del fisco renda insospettabile, già troppa gente qui sa i cazzi miei, continuando di questo passo tra un po' mi troverò il mio caro fisco seduto sulla tazza del cesso della mia camera che, mentre mi farà i suoi complimenti per la mia assoluta insospettabilità, inizierà a scaricarmi sul groppone quintali di cartelle esattoriali... ragazzi, quando parlate dei cazzi miei abbassate la voce, chi lo sa che in quest'albergo non ci sia casualmente anche un agente del fisco in vacanza, venuto a trombarsi la sua amichetta argentina, conosciuta per caso in un viaggio studio nel mio belpaese... sai come funziona oggi con le università... Erasmus e altre cazzate simili, fatte, più che per studiare, per trombare come dei caimani in giro per il mondo, in ogni caso, sicuramente, il fine ultimo viene raggiunto; è obbiettivamente molto istruttivo!

Mi spiace comunque deluderti ma io non so un cazzo di questa operazione Müller, non credo di poterti aiutare più di tanto, l'amica della S.I. ha tenuto la sua splendida boccuccia chiusa al riguardo, con tutto che devo ammettere che voi agenti dei servizi segreti siete le persone più chiacchierone che io abbia mai conosciuto! Sarà una reazione inconscia allo stress del vostro lavoro...

Mi trovo da meno di dodici ore in questo paese e sono già a conoscenza della metà delle operazioni segrete in corso in questa bella città!”

Il “paisà” mi sorrise e cercò di assumere un'espressione di amichevole comprensione, la mia dea della S. I. era più convincente!

“Capisco amico, sei finito casualmente nel momento e nel posto sbagliato, ma potrebbe diventare il tuo posto giusto, alla S.I. interessa avere informazioni, esattamente come noi, non ti stiamo chiedendo di non dare informazioni alla S.I., tu fai tranquillamente il tuo lavoro per loro, ti chiedo solo di condividerle con noi, ti garantisco che alla S.I. interessa esclusivamente avere quelle informazioni, il fatto che le abbiamo anche noi a loro non cambierà nulla, a noi non interessa che le stesse informazioni le abbiano anche loro, come ti ho già detto, non è un operazione contro la Secretaría de inteligencia.

Dopodiché devo confessarti che è vero; a Tel Aviv c'è un gran bel giro, nei nostri locali la tua cara amichetta della S.I. potrebbe addirittura passare inosservata... senza nulla togliere a lei... ma io, fossi in te, con i soldi che potrei farmi con questo lavoretto un giro nella zona del porto di Tel Aviv me lo farei, se poi tu volessi, potrei anche darti qualche dritta... sai com'è, conosco un po' di gente da quelle parti... oltretutto startene alla larga dal tuo paese per un po' di tempo potrebbe essere per te salutare...”

“Caro amico” Non sapevo bene perchè, ma anche se “paisà” non era il mio tipo, come invece era la dea argentina, era riuscito anche lui ad ammansirmi... capii di essere una gran puttana! Accettai questa nuova consapevolezza.

“Mi stai dicendo che se vi passo le informazioni avrò una ricompensa, oltre un viaggio studio a Tel Aviv... tutto spesato?”

“Amico, quel che ti sto dicendo si avvicina in maniera imbarazzante a quello che tu hai capito...”

Dovevo ammettere che l'amico israeliano usava meno giri di parole della mia principessa in rosso, questo gli faceva acquistare punti ai miei occhi puttani.

“Facciamo così... potrei essere interessato alla tua proposta, ma dammi un po' di tempo... giusto per riflettere in quale enorme casino mi sto infilando...”

“Capisco, ma mi permetto di ricordarti che il casino è proporzionato alla ricompensa... il rimpianto è una brutta cosa...”

Lo stronzo aveva perfettamente ragione... io restavo un coglione con nulla da perdere, non dovevo dimenticare questo piccolo, ma fondamentale, particolare... in fondo non era tutta colpa mia... era il fisco che mi aveva reso così vulnerabile!

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