La corda pazza: una cronaca pulp

~La corda pazza : una cronaca pulp   

Grazia Valente

 

Le tre corde presenti nell’essere umano (dal  Berretto a sonagli di Pirandello):

La corda civile
La corda seria
La corda pazza

La corda civile ci permette di vivere in società, altrimenti ci sbraneremmo tutti come cani
La corda seria serve a rimettere le cose a posto
La corda pazza è quella che, se le altre due non funzionano, verrà suonata

Ricapitoliamo. C’è un tizio che fa a pezzi la sorella, e poi ne getta i pezzi nel cassonetto. In quello dell’umido? Oddio, è terribile, lo so, ma sono i giornali che … Allora, dice il tizio: ci pensavo da due mesi. La notte porta consiglio? Qui di notti ne sono passate sessanta, quali consigli hanno portato? Forse  quelli su come sezionare il corpo della poveretta?  Siamo contenti di non avere fratelli o sorelle, solo qualche cugino poco frequentato.

I dettagli, oh i dettagli, quelli sono rivelatori. Dice il fratello: ho aspettato che ritornasse dalle vacanze. Un bel pensiero, non vi pare? Magari era anche ingrassata, si sa, in vacanza si sta meno attenti alla dieta. Infatti il fratello spiega il sezionamento della poveretta con il fatto che era troppo pesante, creava problemi per il trasporto.
Ho dovuto usare due seghe, una lama si era conficcata nella gamba, confessa il maldestro assassino. Che fortuna, avere in casa una sega di ricambio! Oppure è andato a comperarla di corsa dal ferramenta, la seconda sega? Su altri quotidiani si parla invece di un coltello rimasto conficcato nella coscia. Oh, i dettagli …

Immaginiamo: fratello e sorella a tavola, lei ha preparato il cibo, di solito è così che succede, sono le donne a occuparsi della cucina, mentre mangiano lui pensa, per due mesi!, a come farla fuori. Noi adesso qui ne parliamo quasi con freddezza scientifica, non conosciamo fisicamente e men che meno psicologicamente gli attori di questo macabro avvenimento, vi immaginate se magari fossero entrambi vegani o comunque cultori del cibo biologico?  Quintali di insalata biologica, risotti macrobiotici, uova di galline allevate a terra, pesche deformi  non trattate con concimi chimici, divieto assoluto di mangiare carne e derivati, si sa che favoriscono l’aggressività. E il risultato? Lo so che qualcuno di voi che state leggendo, dall’ animo più perverso del nostro, penserà: ma non l’ha mica mangiata, la sorella, l’ha soltanto fatta a pezzi!

Ricapitoliamo. C’è un tizio che odia la sorella da chissà quanto tempo, Natalia  Ginzburg ha scritto che la famiglia è infetta ma bisogna comunque preservarla, perché la sua assenza peggiora ancora di più le cose. La Ginzburg sapeva il fatto suo, aveva figli, era nata in una famiglia numerosa, era ben equipaggiata quanto a fratelli e sorelle. Vogliamo crederle, vogliamo pensare che, senza quella sorella che si è, diciamo così, immolata, le cose per il fratello sarebbero andate ancora peggio. Magari avrebbe fatto una strage di vicini, stile Rosa e Olindo.

Lo sappiamo, non dovremmo leggere i fatti di cronaca nera, sono terribili. Parlano di noi, di tutti noi.  Di come siamo. Di come potremmo diventare.

agosto 2017,  a Roma
                                         

 

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