Quando dico di no

ritratto di nientedinuovo

 

 

 

Ed eccomi qua sul palco con i denti stretti, strettissimi che mi fanno male, a cercare disperatamente che questa non mi infili la lingua in bocca, mentre devo anche suonare cercando di fare qualche nota giusta. E non sembra proprio che voglia desistere, vista la forza e la determinazione con cui me li sta lavando uno a uno mentre cerca uno spiraglio.

Sa così tanto di alcool, sembra di bere a canna da una bottiglia di grappa, che mi rassicuro su ogni eventuale malattia trasmissibile per via orale: non possono esistere microbi o batteri in grado di sopravvivere in una bocca così. Spero.

Però mi chiedo per quanto ancora potrò restare sobrio al contatto, ma soprattutto se riuscirò a stare fermo nei miei buoni propositi di non farmi coinvolgere, visto che sto già trovando una scusa per sottrarmi alle mie responsabilità.

Perché è vero che io non so dire di no a chi mi dimostra stima e affetto, in particolar modo se è donna e se lo fa con il dovuto entusiasmo, ma è anche vero che ho una mia dignità e del rispetto, da qualche parte. Forse.

Ma va che nella mia vita ho collezionato tanti di quei no (in verità pochi detti a voce, molti espressi dallo svilupparsi degli eventi, ma la maggior parte dovuti alle mie mancate dichiarazioni, visto che innamorandomi sempre e di tutte mi è davvero impossibile poi dedicarmici come si deve) ho in circolazione tanti di quei no, dicevo, che quando una ragazza dice qualcosa anche solo vagamente simile a un sì, tipo questa che mi si infila in bocca, le lettere mi si invertono prepotentemente e inesorabilmente su on.

Fortuna vuole che tutte le donne che mi hanno acceso e ancora mi accendono siano esseri belli e speciali. Anche questa qui non è male, tasso alcolico a parte, anzi. Bel visino tra i capelli lunghi e scuri, occhi profondi, anche se annegati, e labbra ben definite e piene senza essere troppo carnose. Con interni piacevolmente umidi queste, devo dire.

Ha un collo agile e svelto e più giù un vestitino bianco, hippie come piace a me, con gonne lunghe e i giusti spacchi per poter apprezzare la pelle abbronzata di un seno piccolo e sodo, dei fianchi stretti e di almeno due gambe da ballerina classica. Con tanti bei laccetti invitanti che sembrano anche facili da slacciare e sapientemente piazzati ovunque.

Ma che diamine, no! Non posso approfittare di una in queste condizioni. Che soddisfazione ci può essere a fare l’amore con qualcuno che non sa chi è lui stesso ma soprattutto chi sei tu? Non sono tanto convinto di questi grandi pensieri, ma ormai ho deciso. Nessuno della band mi aiuta, ridacchiano del mio imbarazzo e ammiccano tra di loro.

Allora sollevo un ginocchio per frapporlo tra me e lei, per allontanarla. Non l’avessi mai fatto, ne approfitta per accoglierlo tra le cosce e strusciarcisi. Allora qualcuno del pubblico si impietosisce o forse non vuole che i propri bimbi vedano certe cose e interviene a trascinarla giù dal palco mentre lei si aggrappa a tutto ciò che trova, cavi, aste e microfoni.

Niente da fare, non desiste, passa il resto della serata a ballarmi davanti, piegandosi e ripiegandosi in modo che io veda tutto di tutto e nei suoi sguardi possa immaginare anche di più. Lei nei miei, che cercano disperatamente di posarsi altrove, vede sicuramente che anch’io ho qualcosa che si gira e si rigira senza pace.

Comunque a fine serata sparisco tra la gente prima che possa raggiungermi, mi mimetizzo anche dietro le colonne per tenere d’occhio i suoi movimenti. Vedo che mi cerca, che non demorde e mi sembra di vivere in un incubo perché quando decido una cosa, anche se poi non sono più così sicuro che sia proprio quella giusta, sono cocciutissimo nel volerla rispettare, contro ogni ragione. E allora vado in tilt, come adesso.

Poi però vedo che va in bagno, allora mi precipito, non in bagno, smonto in un attimo tutte le mie cose e le porto fuori dall’uscita secondaria, quella sul lato opposto. Saluto uno della band per tutti, sapendo che gli altri capiranno, carico l’auto e parto. Non mi sembra vero.

Accendo una sigaretta e l’autoradio, regolo il volume e mi metto comodo alla guida. Comincio a stare meglio, adesso posso anche sentirmi orgoglioso di essere stato capace di dire di no. Invece sento dentro una vocina che dice “Scemo”. “Ma dai - mi rispondo - era completamente ubriaca!” “Allora avevi paura di lei, non sapevi cosa fare” insiste quella “E NON DISTRARTI CAZZOOO!

Freno di brutto, stavo per investire qualcuno sulle strisce pedonali davanti al locale. Mi sento male, ma non l’ho preso sotto, nemmeno toccato per fortuna, è ancora in piedi. Si avvicina alla porta del passeggero, come minimo dovrò chiedergli scusa per lo spavento, magari offrirgli qualcosa da bere. Faccio per premere il pulsante che fa abbassare il finestrino ma mi precipito immediatamente al blocca porte. Troppo tardi.

È lei che apre la portiera, sale, si sfila le scarpe e mi si accoccola a fianco “Che carino che mi porti a casa!”

 

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ritratto di monidol

Ma guarda chi c'è!

Ciao Fanciullo, mannaggia sempre alle prese con tutte ste donne, se rinasco faccio la chitarrista ;-)

Lietissima di rivederti e rileggerti.

ciao

moni

 

ritratto di nientedinuovo

Monica carissima, se rinasco

Monica carissima, se rinasco spero che mi rimandino su questo mondo pieno di donne meravigliose. E vengo a tutti i tuoi concerti ;)
Grazie e grazie e grazie per questa tua bellissima accoglienza

ndn :)

ritratto di Selly e le bebe rosse

gn*

una sanguisuga col tutù?  ;)

sembra sempre di essere lì, tra il pubblico dei tuoi concerti e vedere tutto. o quasi tutto ...

comunque c'erano troppi 'spero e forse'. la corazza traballava già dalla prima igiene dentale!! ihihih

 

smuck

 

ritratto di nientedinuovo

Princiselly rido da morire. Sanguisuga col tutù...

Princiselly rido da morire. Sanguisuga col tutù... solo tu potevi!
La corazza traballa sempre, è vero, ma quella volta mi aveva portato in salvo fuori dal locale. Cosa posso farci se poi il destino mi attraversa la strada e mi sale in auto?
Comunque a te posso dirlo, ma non farlo sapere ai lettori di Neteditor, mi raccomando: l'ho solo accompagnata a casa. Quando siamo arrivati me la sono staccata di dosso e l'ho spinta fuori. Con delicatezza, tu mi conosci. Poi sono scappato senza più fermarmi ai passaggi pedonali. Inutile. Tempo dopo una mi ha costretto a fermarmi buttandosi sul cofano con la bicicletta. Ho raccontato la mia triste storia e anche la polizia stradale mi ha dato ragione. Però intanto ho la macchina ammaccata.

ndn :)

ritratto di Diotima

meriteresti una protezione

meriteresti una protezione supplementare perchè la tua voce mette in opera palpitanti sconvolgimenti.

uno stile plasmato sulla musica può costruire solo sfondi di perpetui giochi... di frenesia.

ciaooo

 

ritratto di nientedinuovo

È bellissimo quello che tu dici e come lo dici!

È bellissimo quello che tu dici e come lo dici! A volte però vorrei essere protetto da me stesso. Grazie Diotima!

ndn :)

ritratto di Bebo60

Questo può succedere

Questo può succedere a chi suona il rock, e quindi solletica il ventre di donne giovani e con gli ormoni già in subbuglio per conto loro...

Chi invece, come me, predilige il jazz, e inoltre suona uno strumento più distaccato, quasi blasé, come il pianoforte, se ne sta molto più tranquillo.

Purtroppo?... :-)

 

ritratto di nientedinuovo

Caro Bebo, il jazz ha tanti altri lati positivi

Caro Bebo, il jazz ha tanti altri lati positivi: è l'unica musica che puoi ascoltare o suonare al contrario rimanendo qualitativamente inalterata, quella che ai concerti ti fa sempre trovare parcheggi liberi ovunque, la sola che ti fa incontrare donne solo intelligenti con cui puoi passare le notti a parlare di Bill Evans o Thelonious Monk. Per dire solo i primi tre che mi sono venuti alla mente. Beato te.

ndn :)

ritratto di Bebo60

Percepisco

un lievissimo sfottò nella tua replica... ma forse sbaglio...  :-)

E comunque sul jazz ne dicono di ben peggio. Per esempio mia moglie non smette mai di ricordarmi che il jazz è come le scorregge: dà piacere solo a chi lo fa...

Ma io vado avanti a suonarlo imperterrito.

Poi magari, chissà, potrebbe succedere che con una donna intelligente durante la notte oltre che a parlare di Evans o Monk si finisca a fare altro...  ;-)

Comunque a parte le facezie, scrivi molto bene.

 

ritratto di nientedinuovo

Grazie Bebo, il jazz è un grande dono fatto all'umanità

Grazie Bebo, il jazz è un grande dono fatto all'umanità, il modo più creativo e funzionale per comporre musica istantanea di altissima qualità, con frutti paragonabili solo a quelli dei grandi compositori di classica. Quando però diventa un vezzo o solo cerebrale, celebra solo se stessa e allora, come ogni altra cosa, puzza, esattamente come dice la tua saggia moglie che comunque ti ama, nonostante tutto. Ribeato te

ndn :)