.48.

ritratto di Viola B.

Esisteva un modo
sicuro. Forse persistente.
La matematica certezza
che la forza mi fosse amica
in grado, sicura.
Esistevo. Esistevo.
Sul treno senza stazioni
abbracciata ai deludenti tuoni.
Non c'è coscienza o incoscienza
tanto grande da farmi comprendere
in un minuscolo sfolgorìo
cosa sarei stata. Come sarei morta.
Ma si muore poi?
E si rinasce davvero?
Si sa quello che si sa.
Una mattina, i buchi mi avevano svuotata.
Vigliacca. O coraggiosa.

Ogni tanto fingo una vita parallela.

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