UOMINI DAL PASSATO CAP.25°

ritratto di gabriella de arcangelis

UOMINI  DAL  PASSATO

CAPITOLO  25°

 

Il falso Lo Popolo si girò e, veloce più della luce, prese Lidia come scudo, puntandole la pistola alla testa.

<< Se fate un passo le sparo. Fateci passare e non le succederà nulla >>

Freddo come un iceberg, Alessio gli rispose << C’è un particolare : qui siamo una decina, ma il motel/autogrill è circondato dagli uomini di Armeni. Non è mia consuetudine scendere a patto con i delinquenti, ma con te farò un’eccezione. Lascia la donna. Verrai comunque arrestato, ma l’esserti arreso andrà a tuo vantaggio … ad un’altra condizione però, che tu ci dica dove è il vero Lo Popolo e dov’è Giovanni >>

<< Ah, ah, ah, ah, e tu speri che io ti creda ? il coltello dalla parte del manico ce l’ho io e lo sapete benissimo. La prima a rimetterci sarà proprio questa donna, poi tutti voi. Però anch’io voglio farvi una proposta : vi preme questa donna ? allora due di voi mi scorteranno fino a fuori, prenderò la mia macchina e non mi vedrete più … lei ? la lascerò da qualche parte così sarete occupati a cercare lei, quello stupido di Giovanni e quel sognatore di mio fratello … giustizia, onestà, giustizia, onestà … non sapeva parlare d’altro. Dovrete anche sbrigarvi a trovarli perché io non ho più tempo né voglia di portare loro cibo e acqua. E dovrete sbrigarvi anche a ritrovare lei che, oltre tutto, non mangia da ieri. E la colpa è sua ispettore, sì, sua e della sua collega. Che scherzo cretino non farsi trovare nella vostra stanza ed ancora più cretino fingere di stare nei vostri letti a Feltre … sarebbe finito tutto da un pezzo. Io sarei stato già al sicuro ed invece nossignore … allora ? che decidete ? >>

<< Ci sto … >> rispose Alessio lasciando tutti i poliziotti di stucco, compreso Gatti e Miriam << … vi scorteremo Gatti ed io >> << Ok, ma senza armi, ordinate agli altri di non usare le loro perché a rimetterci sarete voi tre … intesi ? >> << Intesi >> rispose Alessio e la “processione” ebbe inizio.

Le scale, l’ambiente bar, lo slargo fuori … tutto fu fatto veloce, in silenzio e con gli altri poliziotti che, fermi e con le armi in terra, potevano solo vedere quella scena che metteva a tutti preoccupazione.

Gatti aveva fiducia in Alessio, Miriam aveva fiducia in Alessio, ma entrambi temevano. Il “ peggio “ poteva sempre arrivare, quell’uomo mostrava segni pericolosi di nervosismo e quella pistola ferma sulla tempia di Lidia non era un’immagine rassicurante.

Alessio cercò di smuovere tutte le “rotelle” del suo cervello.

L’unico momento utile poteva essere arrivati alla macchina dell’uomo.

Inevitabilmente, il falso Lo Popolo doveva per forza allentare la presa su Lidia per aprire la portiera, avrebbe avuto pochi secondi, li doveva sfruttare al massimo. Vero era che “ Lo Popolo “ era uno e loro almeno dieci, ma il rischio era alto. Bastava una frazione di secondo ed il dito avrebbe sparato.

Alessio sapeva anche che non poteva contare su Gatti. Il commissario, appesantito dall’età e dal non essere abituato ad azioni simili, sarebbe stato in grado di seguirlo ? Miriam era, purtroppo, non proprio vicina a lui, non poteva comunicare con lei neanche con gli occhi e non poteva voltarsi, “mister X” se ne sarebbe accorto.

La macchina, ormai, era vicina, vicinissima. L’ora del “adesso o mai più” non era prossima, era in quel momento.

Il tempo venne, inaspettatamente, in suo aiuto. Le nuvolone nere, cariche di pioggia, si aprirono in un tuono di un rumore quasi assordante. “Mister X” sussultò e, veloce come una saetta, Alessio allungò una gamba verso di lui, l’uomo cadde ed un colpo partì lo stesso da quella pistola, ma si perse nel vuoto. All’istante gli fu addosso Miriam che lo immobilizzò e poi gli altri che lo ammanettarono scalciando la stessa pistola, ormai inutile, ancora più lontano.

Per un istante, un solo piccolissimo istante, il silenzio regnò sovrano mentre la pioggia cominciò a scendere copiosa.

“Mister X” cominciò a sbraitare ed inveire, a muoversi, a divincolarsi, ma tutto fu invano, gli uomini di Gatti avevano sapientemente provveduto ad ammanettarlo anche alle caviglie e così immobilizzato, non poté fare nulla di più che inveire.

Gatti si piantò davanti all’uomo e << E adesso, disgraziato, ci dici chi sei e dove hai nascosto il vero Lo Popolo e Giovanni. E ti conviene parlare, perché sono disposto a scordarmi di essere un poliziotto e comincerò a pestarti per benino >>   

<< Calma Gatti … >> intervenne Alessio << … sono certo che il nostro “Mister X” sarà dispostissimo a parlare, vero ? >>

Un grugnito fu la risposta. L’uomo fu aiutato dai poliziotti ad alzarsi e condotto in macchina.

 

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Il piccolo commissariato di Vallicelle era gremito di gente.

Oltre ad Armeni ed alcuni dei suoi uomini, Gatti, Alessio e Miriam, si erano riuniti anche diversi abitanti delle piccole frazioni di Vallicelle e di Prato Fiorito.

Si era sparsa la voce non solo dell’arresto di Bartolo, e già questa cosa aveva riscosso curiosità ed incredulità, ma anche dell’arresto del capitano della forestale Lo Popolo.

Quella gente era genuina, semplice. Chi indossava una divisa era da rispettare e basta. Orano erano lì perché volevano sapere, vedere … ne avrebbero avuto da raccontare per anni ed anni. l’importante era dire  “Io c’ero“.      

Gatti non perse tempo, si rivolse a Mister X con una rabbia che non aveva mai provato << Voglio sapere chi sei ! >>     

<< Voglio un avvocato, ne ho diritto ! >>

<< Tu non hai nessun diritto, solo il dovere di parlare e quant’è vero che mi chiamo Ugo Gatti parlerai ! >>

Alessio cercò di parlargli << Gatti, credo che qui tutti vogliamo sapere e nessuno è ben intenzionato nei riguardi di costui, ma dei diritti li ha anche lui, tra questi quello di chiedere ed ottenere un avvocato. Armeni, può convocare un avvocato d’ufficio ? intanto noi procederemo con l’interrogatorio che verrà registrato, in modo che, poi, l’avvocato ne prenderà visione … allora cominciamo, ci dici chi sei ?>>

Mister X grugnì, ma si rese conto che ormai tanto valeva parlare.

<< Mi chiamo Mauro Lo Popolo … sono il fratello di Nicola. Non siamo gemelli, ma la nostra somiglianza è eccezionale. >>

<< Perché ti sei sostituito a lui ? >> continuò Alessio cui Gatti aveva lasciato la conduzione dell’interrogatorio. Nervoso com’era, capiva che era meglio così.

<< Tutto cominciò circa cinque anni fa. Quando Nicola disse che a Prato Fiorito sarebbe stata inaugurata una stazione di polizia forestale e lui ne sarebbe stato a capo mi venne un colpo. Noi siamo nativi e risiedevamo a Genova, ma io … avevo intrapreso la carriera opposta alla sua : trafficavo … in droga. Il confine qui vicino era il mio regno … con lui qui, come avrei potuto continuare ? con lui così ostinatamente onesto … i miei, chiamiamoli, fornitori non intendevano cambiare zona. Questa la conoscevano bene … sapevano dove passare e dove no, cosa evitare, gli orari migliori e allora … allora mi sostituii a lui, tanto qui nessuno lo conosceva >>

<< Come e dove è ora ? >>

<< Come … gli feci bere un potente sonnifero. Dov’è ? tranquilli, sta bene. Gli ho sempre portato da mangiare e da bere … ha anche compagnia … quel Giovanni cominciava a rompere e così l’ho portato da lui >>

<< Dove … ho chiesto dove >>

Alessio sembrava una statua di ghiaccio, ma il nervoso lo rodeva dentro. Gatti ammirò il self control dell’ispettore, ma, nonostante fremesse per potersi sfogare contro quell’uomo, si trattenne dall’intervenire lasciando carta bianca ad Alessio che, sempre più freddo, si chinò su Mauro Lo Popolo. Lo guardò fisso negli occhi << Ti ho chiesto dove sono>>

<< Ah, ah, ah, siete stati così bravi a capire che io non ero lui … riuscirete anche a trovarli. I miei uomini invece non li troverete. Dopo aver fallito con l’interpretazione dei Neanderthal … sono tornati nel loro passato, li ho rispediti al mittente >>

<< Hai ordinato tu a Bartolo di uccidere Massimo Del Monte e di fare lo stesso con noi due ? >>

Ormai gli occhi di Alessio erano due laser di ghiaccio.

<< Del Monte prima era d’accordo, poi no … i voltagabbana non mi sono mai piaciuti. Voi ? ma che ci siete venuti a fare qui, eh ? chi vi ha chiamati. Tutto filava liscio, tutto … nossignore, arrivate voi due. L’ho capito da subito che potevate intralciare i miei piani. Bartolo è stato proprio ingenuo, questa volta volevo farlo io, io non avrei sbagliato, ma i “signorini” si sono svegliati prima dell’alba … si sta così bene a letto la mattina presto, ma voi no, voi vi siete alzati e siete scesi. Allora ho pensato a Lidia … e voi ancora tra i piedi. Anche tu ti ci sei messo … anche tu Gatti … >>

<< Basta ! >> urlò Gatti, portatelo via, via ! altrimenti non rispondo di me ! >>

Di nuovo intervenne Alessio << Ancora una domanda se permette commissario … l’illusionista ? anche lui fa compagnia a tuo fratello e Giovanni ? >> 

<< Fabrizio Diomedi. Illusionista, effetti speciali nei film … l’unico che mi ha subito smascherato … che iella, povero … conosceva il vero capitano della forestale, mi chiese a che gioco stessi giocando … beh, diciamo che l’ho fatto sparire, ma non ricomparirà in prossimi temporali, ah no, proprio no. E’ bastato un incidente, uno sgradevole incidente. Come comincia quella poesia del Manzoni ? “ Ei fu “.>>

<< E questo sgradevole incidente dove sarebbe avvenuto ? >> chiese Alessio.

<< Ispettore, quando si corre troppo con la macchina, quando  freni della macchina non funzionano … voleva tornare in Croazia, diceva che aveva un film da finire … non è riuscito ad arrivarci >> 

Anche Alessio non ne poteva più ed anche lui chiese agli agenti di portarlo via.

Armeni lo prese in consegna e si rivolse agli altri << Il Questore di Feltre, Rotelle, sarà “onorato” di ospitare un tale pluriomicida nelle nostre prigioni. Alla prossima signori >>

 

Silenzio.

 

Alessio, Miriam, Gatti, gli agenti di polizia, la gente … silenzio.

Il commento a tutto quanto ascoltato fu il silenzio.

A romperlo fu Gatti << Mi vergogno … mi vergogno per come mi sono comportato, ma soprattutto per quanto ho provato dentro di me. Non mi era mai accaduto di provare .. di provare la voglia di picchiare qualcuno. Mi vergogno di non essermi mai accorto, di non aver mai avuto il minimo dubbio che Lo Popolo non fosse il vero Lo Popolo. Mi vergogno anche del fatto di essermi … sì, mi era simpatico >>

<< Non deve vergognarsi commissario … >> riprese Alessio << … lei non ha conosciuto il vero Lo Popolo. Massino sì. E tramite lui, io. >>

Gli mostrò la foto che Alessio aveva già fatto vedere a Miriam.

<< Quando sfogliai il libo nel quale era contenuta, un  libro che parla dei Neanderthal che mi aveva regalato Massimo, pensai l’avesse dimenticata lui nel volume ed invece … voleva farmi sapere … forse voleva giocare d’astuzia, far finta di non essersi accorto delle poche differenze. Questo gli è costato la vita, altro che il bluff dei falsi Neanderthal come ha detto Bartolo. Massimo faceva finta di stare al gioco per mascherarlo … se me lo avesse detto forse ora sarebbe ancora vivo, io … io non ho preso in considerazione il libro in tempo utile >>

<< Mauro Lo Popolo … >> s’inserì Miriam << … non voleva farci fuori per paura che intralciassimo i suoi piani, ma perché presumeva che Del Monte si fosse confidato con noi, che noi sapessimo >>

<< Conclusione … >> continuò Alessio << … non ci resta che trovare Nicola Lo Popolo e Giovanni Vicentini … e scusate se è poco >>

 

 

                                                      … continua …                                                

                                         

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